Prologo (PT 3)

In una scuola abbandonata, dei ragazzini giocavano con delle pistole giocattolo. Lo scopo era quello di colpire l’ avversario per “amazzarlo”, una specie di Softair ma con armi che non ti lasciano lividi. Il ragazzino dai capelli castani guardò con fermezza il suo compagno e gli disse di far piano, erano 7 persone all inizio del gioco, ma 3 erano “morti” subito. Camminando ancora per i corridoi della scuola i due udirono un tonfo. l ragazzino con i capelli scuri si nascose mentre il suo compagno corse subito verso il rumore finendo per essere colpito.

Ora il ragazzino era solo, ma non aveva paura, era già abituato a situazioni del genere. Il suo avversario era Jim Hurrey che faceva coppia con un altro di cui, il ragazzino, non conosceva ancora l identità. Successivamente controllò il caricatore per vedere quanti colpi gli rimanessero e vide che erano soltanto 2. Aggirando la sala di pittura, il ragazzino passò per il laboratorio di scienze e sporgendosi un po’ con il corpo intravide una figura: era sicuramente un “nemico”, quest’ ultimo correva veloce, c’era poca illuminazione, non si capiva chi fosse, il ragazzino lo rincorse e dopo un po’ di inseguimento si nascose dentro una stanza per aspettare il suo arrivo, quando entrò riuscì a capire chi fosse: era la sua migliore amica

Loro due erano troppo forti insieme e per questo li mettevano sempre contro. Era sempre uno scontro alla pari, ma questa volta per la ragazza non ci fu scampo e senza neanche essere visto, lui si pose di fronte a lei che fece un sobbalzo e disse: -Colpita!-. Il ragazzino le rispose con voce scherzosa: -Dove ti ho preso?- e lei sorridendo indicò con l’ indice della mano destra il cuore e disse: -Qui.-.

C’era una strana relazione tra i due… Tutti i loro amici li volevano insieme, ma i due ragazzi non si misero mai a parlare seriamente della questione.

Ora rimaneva solo da “ammazzare” Jim.

Il ragazzino era molto atletico, saltava ostacoli come se nulla fosse, correva come un dannato e riusciva anche a saltare qualche piccolo muro.

Lo scontro decisivo avvenne nel cortile. Jim stava ricaricando cercando di prendere i pallini dalla tasca, ma improvvisamente da dietro un albero, uscì l avversario che lo colpì in piena fronte facendolo gridare come una femminuccia. Il ragazzino scoppiò a ridere.

Tutti gli amici si incontrarono all uscita per andarsene a casa, tutti tranne Jim che già odiava il ragazzino, e poi non voleva fasi vedere da tutti con un bollino rosso in fronte.

Arrivati ad un certo punto del paese, gli amici dovettero dividersi, ognuno per la sua strada.

Il ragazzino dai scuri capelli continuava a camminare per la strada principale e, imboccando una strettoia per raggiungere casa notò che qualcuno lo osservava e lo seguiva.. Ma era troppo tardi. Due guanti neri gli coprirono la bocca. Un sacco in testa, buio.

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