Capitolo 1: Incontro (Pt 2)

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Fuori dalla porta di casa a Jake si presentava uno scenario cupo, quasi ostile, la Città di  Hydem. Ormai anche essa sotto il Controllo delle “Triple S”, come molte in altre città, vennero ripristinate alcuni funzioni di primaria importanza, tra cui Internet.

Molto incomprensibile fu questa azione di rimodernizzazione, con un impiego di ingenti capitali per quel tempo, su una città così apparentemente irrilevante, come quella di Hydem; questa piccola città di solo 16.000 abitanti, abbandonata ed ormai in rovina. Nonostante ciò l’interesse delle “Triple S” si fece notare; le voci che giravo fra vicoli e stradine, parlavano di una sorta di leggenda, dell’esistenza di una miniera nascosta nelle profondità del sottosuolo di Hydem City.

Una miniera in cui si pensava si potesse trovare il più grande giacimento di *diamanti sulla terra. Ma queste voci di strada poco e niente scalfivano l’interesse di Jake, spingendolo ancor di più ad isolarsi e dare libero sfogo alla sua natura. Quel giorno stava andando a correre per cercare tranquillità; arrivato ad un edificio non molto alto ci si arrampicò attraverso delle casse di legno che aveva preparato mesi prima; arrivato sul tetto prese la rincorsa e saltò su quello dell’edificio adiacente, che era una sorta di palestra. Tramite delle scale raggiunse l’interno dell’edificio, e qui il ragazzo si divertiva a cimentarsi in acrobazie ed evoluzioni dappertutto, ed all’interno del quale vi era addirittura un piccolo parchetto. In questo parco, sul retro della palestra, Jake si allenava a saltare piccoli muretti ed arrampicarsi ovunque, era molto bravo. La sua bravura non era proprio innata, anzi, molte volte si fece male, tagliandosi e slogandosi polsi e caviglie, ma ciò non lo scoraggiava.

Finito di allenarsi Jake tiró fuori i vestiti dal suo zaino e si cambiò, risalì le scale, saltò sul tetto e scese dalle casse dalle quali era salito qualche ora prima.

Ormai giunte le 20:30, a Jake cominciò a venir fame, e si ricordò del regalo di suo padre; prese il buono di “Hey! Pizza?” e si incamminò verso la pizzeria.Una volta arrivato salutò tutti i dipendenti e il Pizzaiolo; oramai qui Jake era considerato come uno di casa, uno della ‘famiglia’. Tutto ciò era dovuto al fatto che suo padre era assai poco propenso a cucinare, e dunque Jake per mangiare era costretto a recarsi sempre in pizzeria . Mike era abbastanza magro per essere un pizzaiolo, ma con i tempi che correvano, rientrava tutto nella normalità. Mike lo salutò con allegria e disse con quella  voce possente: -Hey Jake! Tanti auguri ragazzo mio! Scegli una pizza!Per i tuoi 18 anni te la regaliamo noi!-. Jake accennò un sorriso e disse con tono abbastanza scherzoso -Grazie Mike! Mio padre come al solito mi ha regalato un Buono.. e ora che ne faccio? –  Mike, pulendosi le mani sul grembiule, rispose ridendo : -Beh, o lo usi domani o offri a quella bella ragazza laggiù! Ed io direi di offrire, è davvero una bella ragazza amico mio!- e conoscendo il carattere di Jake, non era la prima volta che lo spronasse a fare conoscenze. Infatti il ragazzo come al solito prese questo invito titubando, ma quel giorno era il suo diciottesimo compleanno, il giorno in cui si dica si diventi veri uomini, perciò scattò qualcosa nella mente del giovane, e dopo qualche attimo di silenzio, tra la sorpresa generale, rispose: – Ma si dai, perché no?, spezziamo la monotonia!- Cosicchè, dopo che la giovane ragazza ordinò, Jake diede il suo buono; quando la ragazza andò a pagare e a ritirare la pizza ordinata, si ritrovò di fronte Jake, che le disse che la pizza era già stata pagata da parte sua. La ragazza piuttosto sorpresa dal quel gesto chiese sorridendo: -Come mai tutta questa gentilezza da uno sconosciuto?- Jake gli spiego tutta la storia del buono e del suo compleanno.

Anna, così si chiamava la ragazza, aveva un tenero viso, occhi verdi, capelli castani lisci e naturali. Tutto ciò facevano di lei una bellissima ragazza, dall’aspetto umile ma non trascurato, un assai raro fiore in quella landa desolata e dimenticata da tutti. La ragazza, piacevolmente compiaciuta, accettò la pizza offerta da Jake, a patto di poterlo almeno riaccompagnare a casa. Il ragazzo accettò al volo l’invito di Anna, anche perché era molto stanco dopo l’allenamento. Così sistemarono le pizze dietro al motorino di Anna e partirono per la periferia di Hydem City.

 

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7 pensieri su “Capitolo 1: Incontro (Pt 2)

  1. Hey posso farlo io un fumetto! Ho gia fatto qualche lavoro su DragonBall e Gears of War se volete vederli andate sul mio profilo di Facebook Vincenzo Garofalo oppure la pagina Dragon Ball GT Multiverse per vedere qualche pagina di fumetto 🙂

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