Capitolo 1: Incontro [PT 6]

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La casa era completamente vuota, non c’era cibo, né acqua, né tanto meno elettricità. Non si poteva dire che non fosse una casa completamente abbandonata, se non fosse per il laboratorio; inoltre girando per quella piuttosto mal ridotta casa trovarono una moto all’interno del garage. -Finalmente un colpo di fortuna!- disse Anna, che salì subito sulla moto facendo gesto a Jake di salire. I due, sapendo di essere ricercati, pensarono bene che, stando attenti ad evitare vie più trafficante, bisognava di tornare verso casa. Appena giunti a destinazione si nascosero dietro un vicolo, e facendo attenzione per non essere visti, entrambi scesero dalla moto e la ragazza disse: —Ascoltami.. Ora entro in casa, devo recuperare almeno il mio zaino, ne abbiamo bisogno, lì dentro ho…— non fece in tempo a finire la frase che Jake con un tono che cercava di inforderle sicurezza disse:— Ascoltami tu stavolta.. Andrò io a prendere il tuo zaino! Dimmi solo dove sta, tu tieniti pronta a fuggire con la moto!— La ragazza stupita dall’iniziativa rispose: —Assolutamente no! Non sai dove lo tengo, ed è pericoloso entrare li senza sapere come è fatta la casa! Vuoi farti uccidere?—; vedendola agitarsi ancora di più, cercò di rispondere con forza per infoderle coraggio, e disse: —Io non so guidare la moto.. ed anche se tu riuscissi a uscire, non ce la faremmo a scappare in tempo, quindi, vado io.. dov’ è lo zaino?—. La ragazza vedendolo convinto delle sue possibilità, decise di dargli fiducia, e disse: —Okay, entra dalla porta principale, quei bastardi l’hanno buttata giù! Poi sali le scale sulla destra! Il mio zaino sta dietro al letto in camera mia, la riconoscerai dalla porta rossa.—, poi continuò:— Prendi questa— e gli posò una pistola, —Tranquillo, è carica solo di tranquillanti, e fai attenzione, non voglio nessuno sulla coscienza.—. Jake accennò un sorrisetto e disse: -Okay, farò attenzione!—. Subito dopo fece un grosso respiro, ed andò verso la casa; procedendo cautamente, di soppiatto entrò dalla porta principale, fece qualche passo e si appiattì sulla angolo a destra; si sporse dall angolo con la testa e vidde un uomo, completo nero, scarpe lucide, e una pistola in mano, più che una guardia sembrava un sicario.

Jake senza pensarci troppo caricò la pistola, mirò alla guardia e gli sparò un colpo; l’uomo cadde a terra in un attimo. Il ragazzo sentì delle voci provenire dall’altra stanza, perciò procedendo quasi nell’ombra, riuscì ad arrivare alla rampa di scale e ci salì velocemente, ma senza provocare nessun rumore. Arrivato in cima guardò prima a destra dove c’erano due poltrone e un tavolino, poi guardò a sinistra e vide subito la porta rossa della camera di Anna. Si avvicinò ed aprì la porta; in meno d’un attimo prese lo zaino e proprio mentre stava per uscire dalla stanza una guardia lo afferrò, e nell’agitazione e concitazione del gesto Jake sparò istintivamente un altro colpo e la guardia cadde a terra. Il tonfo fece un tale casino che le guardie, sentedolo chiaramente, cominciarono a salire di corsa. Erano in troppi sia da affrontare sia da evitare passando per la stessa strada. Nello stesso istante in cui Jake pensò d’esser ormai in trappola s’accorse della grande veranda che dava sul tetto del piano terra. Corse ad aprire la porta scorrevole, ed uscì fuori; si voltò e vide le guardie che intanto stavano correndo verso di lui. Non poteva fare altro che saltare sul tetto di fronte alla veranda. Per una frazione di secondo la tensione lo fece dubitare delle sue doti e del suo allenamento, ma quasi nello stesso momento scavalcò la ringhiera e con grande slancio saltò verso l’altro tetto, e riuscì ad arrivarci senza rompersi le ossa. Le guardie rimaste sbigottite dal gesto del ragazzo si bloccarono per un attimo, mentre contemporaneamente il ragazzo cercando con lo sguardo Anna, che stando proprio sotto la veranda aveva anch’essa seguito la scena, gridò: —Anna, scappa!, ci vediamo più avanti!—.

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