Capitolo 1: Incontro (PT 7) (Finale)

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Il ragazzo iniziò a correre e a saltare di tetto in tetto, mentre le tre guardie da dietro cercavano di tenergli testa; in effetti destino volle che a Jake capitò di fare proprio quello a cui era meglio preparato, tutta quella corsa frenetica, saltare tutti gli ostacoli che gli si presentavano d’ avanti, erano le sue compagne di vita. Le guardie intanto, seppur con un po’ di difficoltà, continuavano a stargli dietro; salti sempre più ampi ed ostacoli difficili da evitare cominciarono a mettere a dura prova anche lo stesso Jake. Il ragazzo per quanto ci fosse abituato, non era ancora in grado di agire con freddezza tale da gestire la tensione del momento; e doveva anche cercare di tenersi stretto lo zaino di Anna, doveva essere molto importante.. infatti improvvisamente inciampò su delle tubature facendosi male ad una caviglia, cercò immediatamente di alzarsi, ma aveva ormai capito che non avrebbe potuto più fuggire; ormai le guardie erano a non più di dieci passi da lui, quando ad un certo punto non sentì più nulla, si voltò e vide che le tre guardie, o almeno i loro corpi erano per terra, immobili e privi di vita. Jake notò anche un leggero fumo, gli apparve tutto così assurdo, rimase pietrificato per qualche instante, non capiva cosa fosse accaduto. Ma senza ulteriore indugio, riprese il cammino. Sarebbero potuti venire da un momento all’ altro. Così richiamando a sè le forze si rialzò, e nello stesso momento un telefono cominciò a squillare, e ricordandosi di quello che gli aveva dato Anna, lo prese dalla tasca dello zaino e rispose —Pronto?— con tono amichevole, come se non sapesse chi fosse la persona che lo stava chiamando —Jake, dove cavolo sei?!— rispose Anna senza mezzi termini. —Non ne ho idea, sei tu il genio, o sbaglio?- disse sacasticamente, ed a sua volta la ragazza rispose dapprima con una finta risata, e poi disse —Ho controllato ora sul GPS, sono un pò più avanti , ti mando le coordinate, okay?— , il ragazzo accennò un sorriso e disse —Okay capitano!— e chiuse la chiamata.

Jake riuscì a scendere dal tetto dell’edificio sul quale si trovava grazie alla scala di emergenza che vi era sulla sinistra; raggiunse in fretta Anna, la via era stranamente libera, nessuna guardia gli ostacolava il passaggio.
Anna lo vide subito da lontano, accese la moto e un po preoccupata disse -Tutto okay?..-. Il ragazzo, cercando di non far intravedere alcun dolore, disse -Certo, sono solo inciampato, ma nulla di preoccupante!- e, porgendole lo zaino, aggiunse -Tieni, ho cercato in tutti i modi di non strattonarlo..- -Sei stato grande!- e dando una rapida controllata all’ interno dello zaino, -Perfetto, c’è tutto.- poi continuò -Dobbiamo andarcene in fretta da qui! Dai, salta su!— Jake chiese dove fossero diretti e Anna rispose — Conosco delle persone che potrebbero aiutarci… certo, non saranno tanto contenti di vederci, ma è l’unica soluzione che mi viene in mente.—.
—Chi è questa “Gente”? -, chiese Jake incuriosito ed un po’ spaventato, ma Anna disse — Sono i proprietari del mercato nero della regione, hanno di tutto, dai pannelli solari alle armi. Hanno contrattato spesso con mio padre, ci forniscono di tutto… tutto, ovviamente, ciò che non vogliamo dichiarare allo stato, alle “Triple S”. Abbiamo bisogno di loro, abbiamo bisogno dei Volition.—

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