Riassunto CAPITOLO 1: Incontro

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In questo primo capitolo abbiamo subito conosciuto colui che sarà il protagonista di “Power in my hands” : un tipo timido e chiuso che proprio in quel giorno compie 18 anni. Un ragazzo che, come tutti i ragazzi della sua età, ha le sue passioni.  “Un ragazzo dai capelli ribelli, ancora senza barba; non legato a dei principi ben saldi. Infatti tutto ciò si proiettava perfettamente nella sua passione quotidiana, il parkour; uno sport basato sul movimento, sull’ agilità, sul superamento di qualunque ostacolo che si ponga davanti per raggiungere un punto della città nel minor tempo possibile..Per raggiungere dei luoghi da cui poter osservare la realtà del suo tempo, ed il suo sguardo ne era la piena incarnazione di esso stesso. Occhi spenti, privi di emozioni, impossibili da non notare; in grado di folgorare, o meglio di far rabbrividire chiunque l’incrociasse, freddi come il ghiaccio.”

Con queste parole, il testo descrive il Protagonista. Riguardo la famiglia, Jake non gode di un intenso affetto familiare in quanto il padre, quasi privo di emozioni, lo tratta come se non fosse suo figlio. Più avanti in un dialogo con Anna, invece, rivela la morte della madre e la sua amnesia di tutta la vita prima dell’ incidente.

Hydem City è la città dove si svolge tutto il capitolo 1: uno scenario cupo, quasi ostile.

Una città sotto il controllo delle “Triple S” che spese inspiegabilmente un ingente capitale per rimodernizzare le parti più ricche del paese.

Dopo queste premesse inizia il vero capitolo 1 nel quale vediamo Jake che si allena in una palestra abbandonata nella periferia del paese, ama praticare Parkour, saltare da un tetto all  altro lo fa sentire come “libero”. Dopo essersi allenato, ricordandosi del buono che il padre gli aveva regalato, si recò verso la solita pizzeria e una volta arrivato, dopo aver salutato tutti, Mike, il proprietario della pizzeria gli offrì la pizza  e Jake, sotto consiglio del proprietario, offrì a sua volta la pizza a una sconosciuta: Anna.

“Aveva un tenero viso, occhi verdi, capelli castani lisci e naturali. Tutto ciò facevano di lei una bellissima ragazza, dall’aspetto umile ma non trascurato, un assai raro fiore in quella landa desolata e dimenticata da tutti.”

 Così il testo descrive la dolce ragazza che sarà poi la compagna di Jake per tutto il capitolo. La ragazza, accettò la pizza offerta da Jake a patto di poterlo almeno riaccompagnare a casa, così sistemarono le pizze dietro al motorino di Anna e partirono per la periferia di Hydem City. Una volta arrivati verso casa di Jake, la ragazza notò da lontano degli uomini vestiti con un completo nero, perciò fermò il motorino e dopo una breve discussione scapparono da quegl’ uomini che intanto gli inseguirono ma che comunque non riuscirono a catturarli. I due ragazzi erano confusi e Anna non sapeva se fidarsi o no di Jake, ma una volta arrivati a casa della ragazza e dopo aver discusso d’ avanti a un piatto di Waffles riuscirono a fidarsi l’ uno dell altro.

In questa discussione veniamo a conoscenza del fatto che il padre della ragazza lavorava in un centro per lo sviluppo di nanotecnologie e successivamente alla chiusura del centro in cui lavorava continuò lo stesso a lavorare nel campo delle nanotecnologie in privato e riuscì a stipulare accordi con delle aziende tra le quali, forse, anche le Triple S.

La mattina seguente Anna svegliò Jake rivelandogli che erano completamente circondati dagli agenti delle Triple S e che, quindi, dovevano assolutamente scappare. Una volta preso lo zaino e il cellulare i due fuggirono da una porta blindata che conduceva nel laboratorio del padre che si trovava nel seminterrato di un’altra casa, 200 metri più in là della casa di Anna, proprio sul limite tra periferia e città.

Dopo aver preso qualche utile oggetto dal laboratorio i due ragazzi risalirono le scale e Anna si ricordò di non aver preso il suo zaino e così, dopo aver preso la moto che si trovava nel garage di questa piccola casetta i due si recarono verso casa della ragazza e Jake si offrì per andare e prendere lo zaino di Anna che si trovava nel primo piano della sua casa.

Jake si fece strada nella casa eliminando una guardia e riuscì a salire le scale, entrare della stanza di Anna e prendere lo zaino ma, andando verso le scale per scendere si accorse che degli agenti gli stavano venendo incontro e quindi l’ unica cosa che gli rimaneva da fare fu uscire fuori dalla veranda e saltare di tetto in tetto nella speranza di fuggire dalle guardie,  intanto Anna lo seguiva da terra con la moto.

Ad un certo punto il ragazzo inciampò in delle tubature e cadde a terra, cercò immediatamente di alzarsi, ma aveva ormai capito che non avrebbe potuto più fuggire; ormai le guardie erano a non più di dieci passi da lui, quando ad un certo punto non sentì più nulla, si voltò e vide che le tre guardie, o almeno i loro corpi erano per terra, immobili e privi di vita. Jake notò anche un leggero fumo, gli apparve tutto così assurdo, rimase pietrificato per qualche instante, non capiva cosa fosse accaduto. Ma senza ulteriore indugio, riprese il cammino. Jake raggiunse Anna che lo stava aspettando e insieme ripartirono per andare verso i proprietari del mercato nero: i Volition.

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