Riassunto CAPITOLO 2: Recessi

Nello scorso capitolo avevamo visto come Jake, in un modo o nell altro riuscì a fuggire dalle tre guardie che lo stavano inseguendo e raggiunse anna per partire verso i Volition.

Il secondo capitolo inizia alle 14:27 dello stesso giorno, quando, i due, “giunsero presso un piccolo paesino nella speranza di rifornirsi di benzina e riposarsi un pò”.
“Si trattava d’un paesino di poche migliaia d’abitanti, classico paesino americano, tetti spioventi, qualche fattoria, infrastrutture piuttosto modeste.”
Così il testo descrive il piccolo paesino dal nome sconosciuto.

Entrati nel paese i due ragazzi avvistarono immediatamente una stazione di servizio che sembrava apparentemente abbandonata,ma al piccolo edificio della stazione di servizio uscì un vecchio uomo

“trascurato ma non troppo, basso, magro e un po’ ricurvo, che masticava il suo vecchio sigaro”

Anna gli chiese se in quel piccolo paesino ci fosse o meno Benzina, il vecchio uomo gli rispose che, già da tempo, la benzina era esaurita dappertutto ma che, con molta fortuna, avrebbero potuto trovarne un po’ nelle auto situate in centro. Anna ringraziò e accese subito la moto dirigendosi verso il centro, ma , ovviamente, nessuno dei due aveva pranzato ed era anche vero che nello zaino avevano delle provviste, ma erano solo per casi di necessità, quindi preferirono sostare in una piccola locanda che stranamente era aperta I due ordinarono subito da mangiare dopo essersi seduti ad un tavolo. Dopo un po’ di battutine e dolci i due cominciarono a girovagare un pò per il paese, stando attenti a non allontanarsi troppo da dove avevano parcheggiato la moto.

Il paesino essendo abbastanza trascurato, non era una di quelle cittadine sotto l’estremo controllo delle Triple S, Jake e Anna incontrarono poche auto. Lo sconforto di Anna era enorme, ma Jake non si arrese e cercò di incoraggiare la ragazza. Andando verso il centro del paese i due si imbatterono in una scuola abbandonata

“doveva trattarsi di una scuola media, modesta nelle dimensioni, apparentemente di alcuna rilevanza, ma Jake ne era attirato in modo stranamente particolare; sporca e cupa, abbandonata a se stessa con i muri tutti imbrattati”

Jake fu magicamente attratto da quella scuola e Anna lo seguì meravigliandosi del comportamento di Jake che intanto si accascio a terra la testa gli batteva forte, forte quanto il suo cuore che andava a mille.

“Alzò lo sguardo e vide una ragazzina che gli faceva segno di seguirla. Il ragazzo si girò subito verso Anna ma non c’era nessuno, era scomparsa.
Jake andò verso la ragazza che lo chiamava sempre più forte ma più lui andava avanti più la ragazza indietreggiava invitandolo sempre a seguirla, ad un certo punto però la ragazza non indietreggiò più e un ragazzino passò attraverso Jake, come se fosse un fantasma, il ragazzino e la ragazzina si abbracciarono e cominciarono a correre verso il corridoio della scuola per poi dissolversi diventando fumo, tutto cominciò a diventare più cupo, la terra cominciò a tremare e il pavimento cominciò a creparsi, il ragazzo si spaventò, Jake si girò subito per andare verso l’ uscita ma dietro di lui non vedeva altro che un infinito corridoio, cominciò a correre. L’ ansia in Jake saliva sempre di più, cominciava a stancarsi e non sapeva cosa fare quando ad un certo punto il ragazzo si trovò di fronte ad una scala, non ci fù tempo per pensare e comincio a salirla, alzo lo sguardo e vide che la scala era infinitamente alta ma dopo un lungo salto improvvisamente si trovò di fronte un pianerottolo con una porta. Il ragazzo aprì la porta, tutto sembrava più tranquillo, le scosse erano improvvisamente terminate, Jake sentì la voce di Anna che gridava in continuazione. Guardando verso il basso, Jake vide la ragazzina e il ragazzino si rincorrevano, finì di attraversare il burrone e cercò di arrivare alla porta che si trovava alla fine del corridoio, la voce di Anna continuava a ripetersi, una voce sempre più disperata, la voce proveniva proprio da quella porta che portava alla Mensa, il ragazzo la aprì e vide Anna, ferma e immobile di fronte a un pilastro dell edificio, il cuore di Jake cominciò a battere forte e anche la testa cominciò a fare lo stesso, Jake non capiva il perché, troppe domande riempivano la sua testa: Chi era quel ragazzino, e quella ragazzina? li vedeva troppo spesso nei suoi sogni senza sapere la loro identità. Jake si avvicino, pian piano, alla ragazza che tese la mano e la posò sulla guancia fissandolo dritto in quei occhi glaciali, lui guardò la sua mano e quando alzò lo sguardo per guardarla di nuovo in volto vide che quella ragazza non era più Anna, era un altra persona, era quella ragazzina che aveva visto prima, Il ragazzo fece un passo indietro per lo spavento, un altro urlo gli fece chiudere gli occhi.”

Jake stava sdraiato su un letto quando cominciò a riaprire gl’ occhi, Anna andava avanti e indietro in quella spoglia stanza, fin quando vide che Jake si stava riprendendo e con un sospiro di sollievo. Jake chiese cosa fosse successo con una fioca voce, Anna fece una faccia strana, aveva il volto tutto arrossito, come se avesse pianto e e gli rivelò che Jake era svenuto per ore. Anna poggiò la mano sulla spalla di Jake ma due colpi di tosse preannunciarono l’ arrivo di un uomo, il proprietario della locanda.

“Media statura, una folta barba bianca, ed un volto che traspariva la vita d’un uomo davvero vissuto”;

si avvicinò con in mano una tanica rossa di benzina e consiglio ai ragazzi di prendere quella benzina ed andare da “Hernest” che gli avrebbe potuti aiutare ad arrivare ai Voltion. Gli occhi di Anna si riempirono di nuova speranza, e Jake alzandosi, porse la mano al vecchio uomo in segno di ringraziamento. Sembrava che il peggio fosse passato, o perlomeno che un po’ fortuna cominciasse ad arrivare.

Il mercato nero si trovava appena fuori l’enorme territorio appartenente ad Hydem City, ed Hernest, come spiegato dal vecchio uomo, si doveva trovare circa ai confini di quest’ultimo. Una volta arrivati al piccolo villaggio di Candum non poterono sbagliarsi; si ritrovarono di fronte un vecchio autosalone adibito a bunker per ogni evenienza. Suonarono il campanello e, dopo una breve discussione, Hernest li fece entrare. Jake arrivò dritto al punto e chiese se l’ uomo poteva tenergli la moto al sicuro per qualche giorno, sottolineando che lo avrebbe pagato molto. L’ uomo chiese come mai due giovani ragazzi stavano varcando il confine di Hydem e capì subito che volevano andare dai Volition.

Anche Hernest doveva andare dai Volition a chiudere qualche affare e partì con loro. Anna lo aveva già inquadrato e gli disse chiaro e tondo che non si sarebbe fidata di lui.

“Il gruppo arrivato al confine della fitta foresta, iniziò ad addentrarsi, seppur lo status quo fosse evidentemente in bilico fra Anna ed Hernest; fin dall’inizio decisero di comune accordo di tenere un passo abbastanza veloce, senza soste, in modo da fare più strada possibile, e raggiungere un Motel di conoscenza di Hernest, dove potersi riposare.
Si sentiva, in lontananza, qualcuno che cantava, forse qualche operaio che aveva bevuto un goccio di troppo per alleviare la fatica quotidiana; perciò per evitare ulteriori complicazioni, i tre concordarono che sarebbe stato meglio non avvicinarsi, e di continuare. Purtroppo il gruppo si dirigeva proprio verso di loro, infatti incominciarono ad intravedere le prime oscure figure.
Non erano dei semplici operai beoni; si intravedevano divise, e fucili. Un gruppo di soldati ben carichi stava avanzando per pattugliare tutta la foresta, grossi uomini con una mimetica nera, armati fino ai denti che urlavano a squarciagola l’inno di Hydem.

*Brinda nel cuore dei soldati
illumina i caschi degli armati
Distruggi le speranze dei ribelli
per onar le morti dei fratelli
Che provino a scalfirci nella gloria
Li soppriremo a suon di Vittoria
E per ogni uomo amante di pigrizia
lo uccideremo a colpi di dolore e Giustizia.*

Il gruppo di soldati cominciò a dividersi per coprire un raggio più ampio della foresta. Jake, Anna ed Hernest dovevano decidere se continuare o nascondersi, se rischiare o rimandare; quest’ ultima probabilmente sarebbe stata la migliore scelta ma decisero di continuare, seppur più lentamente, nascondendosi nel miglior modo dietro agli alberi più grossi. Mancava poco al Motel, e cominciò a far buio.Il sole stava per scomparire del tutto e Jake, abbassandosi per scavalcare un’ostacolo, perse di vista un soldato; avanti a lui c’era Anna e avanti a lei Hernest. Il ragazzo cercò di avvisarli dell’errore, per fermare la marcia, ma proprio mentre li stava per chiamare, una luce puntò dritto in faccia Hernest, che si alzò di scatto e si mise le mani in alto facendo cadere maldestramente la pistola dalle mani; Jake e Anna si stesero per terra, mentre il soldato fece un cenno al suo compagno; in quell’istante Hernest si piegò velocemente a prendere la pistola e sparò il soldato, non fece in tempo neanche a reagire… L’altro soldato che intanto li aveva raggiunti, a quella reazione sparò dritto in testa Hernest che cadde a terra sul colpo.
Jake era steso per terra, in mezzo al nulla, mentre Anna si era rannicchiata dietro un albero. Il soldato si accovacciò sul compagno morto, mentre cercava nei dintorni, illuminando tutto con la torcia. Non ci volle molto ad incrociare con lo sguardo Jake, e senza dir nulla si alzò lentamente, come se non ci fosse più nulla da fare, da sconfitto. il soldato prese a pistola e gliela puntò contro, ma aggirandolo Anna lo spinse alle spalle, deviando il proiettile; nonostante l’azione coraggiosa della ragazza, entrambi i ragazzi fin troppo terrorizzati non fecero in tempo a prendere la pistola dallo zaino, che il soldato si rialzò e puntò nuovamente la pistola verso i due ragazzi, che chiusero gli occhi, ormai consapevoli del loro destino. Pensarono, -E’ finita!-.
Improvvisamente sentirono un rumore metallico, come se una spada avesse trafitto un corpo, aprirono di colpo gli occhi, ma non c’era nessuno. Increduli i due cominciarono a correre, inciampando sul cadavere di Hernest; lo guardarono per un istante, nulla più. Presero tutto il possibile e ricominciarono a correre. Intanto, appena furono fuori pericolo, un altro soldato scoprì i corpi e lo sentirono dare l’allarme generale.
Jake e Anna, oramai senza forze, riuscirono a intravedere una fioca luce alla fine della foresta. Infatti riuscirono ad uscire da quell’incubo e a vedere il Motel. Ma qualcosa turbava la loro soddisfazione, c’era troppo silenzio, i soldati avevano smesso di correre e di sparare, tutta questa situazione sembrava troppo strana.
Jake e Anna arrivarono al Motel, ci entrarono ed ordinarono una camera; “ Una volta entrati, lasciarono gli zaini vicino all’ingresso e chiusero la porta a chiave;. Jake era confuso, il fatto più incomprensibile era senza dubbio quel rumore, quel suono metallico della spada che conficcò il soldato; si ricordò di quando, la stessa mattina, un’altra “entità” lo aveva salvato e decise di parlarne con Anna, ma non subito, solo dopo che si fossero calmati gli animi.
“Anna che stava frugando, in modo molto nervoso, nello zaino di Hernest per aggiornare l’ inventario. Probabilmente tentava d’apparire calma, ma il suo volto la tradiva, la paura traspariva dai suoi occhi, il conflitto l’aveva scossa non poco.
Jake invece era cambiato, aveva ovviamente paura, ma era nato in lui, in un certo senso, uno spirito di iniziativa, ora sapeva come difendersi. —Basta—, disse Jake prendendo la mano di Anna, —No ,devo sistemare tutto per domani, non possiamo rischiare.— disse Anna con forte preoccupazione ritirando a sè la mano.—Riposiamoci, abbiamo tempo, qui siamo al sicuro.—, disse il ragazzo, —No, non siamo mai al sicuro, dobbiamo essere pronti a tutto.— rispose la ragazza, ormai completamente controllata dalla paura. —Ascoltami un attimo…—, disse Il ragazzo prendendogli entrambe le mani, poi continuò — Sei stremata, oggi è accaduto qualcosa che non avremmo mai voluto, e nessuno potrebbe continuare così… riposati, domani sistemeremo ogni cosa e chiederemo aiuto! Vedrai, andrà tutto per il meglio!— Anna si alzò, abbracciò forte Jake, poggiandogli la testa sul suo cuore; lei alzò la testa e lui la guardo e gli sorrise. Un così intenso scambio di sguardi per qualche instante e poi lei abbassò lo sguardo. Lui le si allontanò qualche centimetro, tenendole però le mani ancora salde alle sue spalle, gli diede un bacio sulla fronte, staccò le mani e disse —Forza, domani sistemeremo tutto, te lo prometto!—.”

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